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Il rito dell’olio nuovo: viaggio nell’oro verde appena franto

C’è un’energia particolare che attraversa le campagne di Andria quando l’estate cede il passo all’autunno. Non è malinconia, tutt’altro. È un fremito, un’attesa elettrica che contagia tutti, dai contadini agli artigiani, fino a noi che viviamo il frantoio ogni giorno. Chi è nato qui, in questa terra di pietra e vento, conosce bene quel profumo inconfondibile che inizia a spandersi nell’aria tra ottobre e novembre. È un odore verde, pungente, che sa di olive schiacciate, di pioggia sulla terra rossa e di promesse mantenute.

È arrivato il tempo dell’olio nuovo. E con esso, si rinnova un rito che da cinque generazioni scandisce la vita della nostra famiglia e della nostra comunità.

Non stiamo parlando semplicemente di un condimento da aggiungere distrattamente all’insalata. L’olio nuovo, quello vero, appena uscito dal separatore, è un’esperienza sensoriale totalizzante, un evento effimero che dura poche settimane e che racchiude in sé la potenza della natura al suo apice. Oggi vogliamo portarvi con noi dentro questo miracolo quotidiano, per spiegarvi perché questa spremuta di olive è molto più di un prodotto: è una filosofia di vita.

La corsa contro il tempo: dall’albero alla molitura

Tutto inizia nell’uliveto, la nostra “cattedrale” a cielo aperto. Qui la qualità non è un concetto astratto, ma una corsa contro il tempo. Per ottenere un olio extravergine che possa fregiarsi del nome Muraglia, facciamo una scelta che a molti potrebbe sembrare antieconomica: raccogliamo le olive in anticipo.

Non aspettiamo che l’oliva sia nera, matura e gonfia d’olio. La raccogliamo quando è ancora verde o appena invaiata (quel momento magico in cui il colore vira dal verde al viola). Perché questa fretta? Perché è nel frutto acerbo che si nasconde il tesoro: il massimo dei polifenoli, il picco dei profumi, l’esplosione del gusto. Rinunciamo alla quantità, otteniamo molto meno olio da ogni quintale di olive, per avere in cambio un’eccellenza assoluta.

Ma la raccolta è solo l’inizio. Il vero segreto è la velocità. Le olive, una volta staccate dall’albero, soffrono. Iniziano a ossidarsi, a perdere la loro anima. Per questo, nel nostro frantoio vige una regola ferrea: la molitura deve avvenire entro 24 ore dalla raccolta. Spesso, passa molto meno tempo. Le olive arrivano, vengono defogliate, lavate e subito frante a freddo. È questo processo rapido e delicato che ci permette di “imbottigliare il paesaggio”, catturando l’essenza esatta di quel giorno, di quel clima, di quella terra.

Dettaglio di olive fresche varietà Coratina durante il lavaggio nel frantoio prima della molitura a freddo.

Un carattere che non chiede scusa: la forza della Coratina

Se siete abituati agli oli industriali, piatti e inoffensivi, il primo assaggio del nostro olio nuovo potrebbe spiazzarvi. È un olio che ha carattere, che non chiede scusa per la sua intensità. È figlio della Coratina, la cultivar regina del nostro territorio, nota per essere una “capatosta“, proprio come noi pugliesi.

Appena versato, l’olio nuovo si presenta denso, velato, di un verde smeraldo che sembra brillare di luce propria. Avvicinate il naso: verrete investiti da note di erba appena tagliata, carciofo, mandorla fresca e pomodoro. Ma è in bocca che avviene la magia.

Al primo sorso sentirete l’amaro, seguito subito dopo da un pizzicore vivace in gola. Molti, erroneamente, pensano che questo pizzicore sia un difetto o un segno di acidità. Nulla di più falso. Quella sensazione piccante è la firma della salute: è la presenza massiccia di polifenoli, i potenti antiossidanti che combattono l’invecchiamento cellulare. Più l’olio “pizzica”, più è vivo, giovane e ricco di proprietà benefiche. È un olio che racconta la verità: la natura è potente, e il nostro compito è rispettarla, non addomesticarla.

Custodire l’effimero: l’incontro tra terra e fuoco

L’olio nuovo è una creatura delicata. Teme la luce, il calore, l’ossigeno. Come proteggere questa freschezza esplosiva senza nasconderla? La risposta l’abbiamo trovata nella nostra storia, guardando indietro per innovare.

Gli orci in ceramica del Frantoio Muraglia non sono nati per caso, né per semplice vezzo estetico. Sono nati dalla necessità funzionale di custodire la qualità. La ceramica, lavorata al tornio dalle mani sapienti dei maestri vasai pugliesi e poi cotta al fuoco, è il guscio perfetto. Isola l’olio dalla luce e dagli sbalzi termici, permettendogli di riposare e mantenere le sue caratteristiche organolettiche molto più a lungo di una bottiglia di vetro trasparente.

Ma per noi, la funzionalità non può mai essere separata dalla bellezza. Ecco perché ogni orcio viene dipinto a mano, trasformandosi da semplice contenitore a oggetto di design. Quando portate in tavola un orcio arcobaleno o una delle nostre creazioni pop, non state solo servendo dell’olio. State portando in tavola un pezzo di Puglia, un connubio indissolubile tra l’arte della terra (l’olio) e l’arte del fuoco (la ceramica). È il nostro mantra che prende forma: il buono nel bello.

Mani di un artigiano pugliese mentre dipinge a mano un orcio in ceramica della collezione Arcobaleno per Frantoio Muraglia.

Il rituale dell’assaggio: educare il palato

L’arrivo dell’olio nuovo merita di essere celebrato. Vi invitiamo a non usarlo come un ingrediente qualunque, ma a renderlo protagonista di un piccolo rito domestico.

Immaginate una domenica d’autunno, la famiglia o gli amici riuniti. Mettete al centro della tavola l’orcio appena aperto. Preparate del pane di Altamura o di Laterza, con la sua crosta spessa e la mollica compatta. Tostatelo leggermente, il calore del pane aiuterà a sprigionare i profumi volatili dell’olio, e versate un filo generoso di “oro verde”. Non serve sale, non serve aglio, non serve altro.

Osservate le facce dei vostri ospiti al primo morso. Vedrete lo stupore per quella freschezza inaspettata, per quel gusto che riempie la bocca e che persiste a lungo.

Ma l’olio nuovo non teme abbinamenti più audaci. Provatelo su:

  • Zuppe di legumi: un giro a crudo su una vellutata di cicerchie o di fave trasforma un piatto povero in un’esperienza gourmet.
  • Carni rosse alla brace: la struttura della Coratina regge perfettamente il confronto con i sapori forti della carne, “sgrassando” il palato.
  • Verdure crude: un pinzimonio con finocchi e ravanelli diventa, grazie all’olio nuovo, un aperitivo salutare e incredibilmente gustoso.
Tavola con pane casereccio, orcio in ceramica a righe e olio extravergine nuovo raccolto pronto per la degustazione

Un atto di fiducia e comunità

Comprare l’olio nuovo online, direttamente dal frantoio, è un atto di fiducia. Significa accorciare la filiera, stringere la mano (anche se virtualmente) a chi quell’olio lo ha prodotto.

Noi di Frantoio Muraglia sentiamo forte la responsabilità di questa fiducia. Per questo ci mettiamo la faccia, raccontandovi ogni passaggio, dalla cura dell’ulivo all’etichettatura. Vogliamo creare una comunità di persone consapevoli, che sanno cosa mangiano e che riconoscono il valore del lavoro artigiano.

L’olio nuovo è disponibile solo per un periodo limitato dell’anno nella sua massima espressione di freschezza. È un invito a cogliere l’attimo, a celebrare la natura nel suo momento di massima generosità. La nostra porta, e il nostro shop online, è aperta. Siete pronti a far entrare i profumi della Puglia nella vostra cucina?

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