Guida ai Ristoranti d’Italia: presentata la nuova versione 2020

In alto i calici per festeggiare le eccellenze enogastronomiche italiane! Non ci poteva essere occasione migliore per celebrarle che la cena di gala organizzata dal Gambero Rosso in occasione della presentazione della nuova Guida ai Ristoranti d’Italia 2020.

Lunedì 28 ottobre è andato così di scena il prestigioso evento nella magnifica cornice dell’hotel Sheraton a Roma. Ovviamente tra i commensali non potevamo mancare anche noi di Frantoio Muraglia. Cerchiamo di produrre giorno dopo giorno un olio extravergine di oliva di eccellenza, e sederci al tavolo con tante altre eccellenze ci fa credere che il movimento del mangiar sano sia sempre più forte e coinvolgente. 

La cena in punte di tre forchette” ha offerto una carrellata della qualità e del talento dei cuochi presenti sul nostro territorio. La formula era quella già sperimentata negli anni passati: tante isole quanti gli chef presenti, e la possibilità per gli ospiti di costruire il proprio tour degustazione a piacimento.

Tantissimi i “pezzi da 90” della ristorazione presenti come Carlo Cracco, Heinz Beck, Gianfranco Pascucci ed Enrico Cerea.

La nuova Guida ai Ristoranti d’Italia 2020

 

Il 28 ottobre la Guida ai Ristoranti d’Italia del Gambero Rosso è ufficialmente entrata nell’età adulta. Ha compiuto ben 30 anni

Nel novembre del 1990 il Gambero Rosso dopo aver già iniziato a stampare un’illustre guida sui vini decise di abbracciare appieno il mondo della ristorazione in ogni suo aspetto. Da questa idea nacque la prima Guida ai Ristoranti d’Italia che fin da subito si caratterizzò per essere un unicum nel suo genere. Per la prima volta si andava oltre la cucina per valutare anche la cantina, il servizio e l’ambiente senza perdere di vista il rapporto qualità prezzo.

Per entrare nella celebre guida ogni ristorante è sottoposto ad un esame complesso in cui vengono prese in considerazione tutte le variabili citate poco fa. Nell’elaborazione del giudizio finale il peso maggiore viene attribuito alla cucina (60 punti su una scala fino a 100) per poi proseguire con la cantina (20 punti), il servizio ed infine l’ambiente (entrambi 10 punti).

Non finisce qui. Come in un thriller esiste il colpo di scena finale, nella guida è presente un inatteso bonus. Questo che può valere fino a 5 punti è un metro di giudizio più sentimentale che oggettivo. Può dipendere dall’atmosfera, dalle sensazioni lasciate, dall’amabilità del proprietario, e così via.

I migliori ristoranti vengono poi premiati con le famose forchette del Gambero Rosso: una per coloro che hanno raggiunto quota 70 punti, due per chi ha totalizzato almeno 80 punti, ed infine tre per l’eccellenza dai 90 punti in su. Di queste ne fa parte un club ristrettissimo che conta a malapena 10 ristoranti lungo tutto lo stivale. In fondo l’eccellenza non fa per tutti!

Nonostante il cambio dei tempi , e anche un po' la variazione del metro di giudizio, in tutto questo tempo non è mai cambiata di una virgola la sostanza: la voglia di scoprire e raccontare i migliori interpreti dell’enogastronomia italiana, ormai sempre più ambasciatori del made in Italy nel mondo.

Il Gambero Rosso in trenta lunghi anni ha visto cambiare la ristorazione in Italia, annotando sapientemente gioie e dolori di questo mondo sconfinato. È innegabile però un salto verso l’alto nella ricerca della qualità, e soprattutto nella salvaguardia del nostro immenso patrimonio enogastronomico.

Ci sentiamo anche noi di Frantoio Muraglia in parte custodi della tradizione culinaria italiana, una storia fatta di odori e sapori che non può prescindere dalla presenza di un condimento unico come l’olio extravergine di oliva. Quest’anno il Gambero Rosso ci ha concesso l’onore di consegnare uno dei tanti premi speciali assegnati durante la serata di gala.

Dalle mani del nostro Savino Muraglia è stato attribuito allo chef Gianfranco Pascucci il riconoscimento per il miglior piatto di pesce dell’anno. Abbiamo voluto anche noi di Frantoio Muraglia celebrare l’opera culinaria del famoso cuoco donandogli uno dei nostri fantastici orci jeroboam arcobaleno ed uno in stile pop art.

Il miglior piatto di pesce dell’anno: un trionfo del mare

 

And the winner is… i “fusilli al nero in un mare di plastica” proposti dal ristorante “Pascucci al Porticciolo” di Fiumicino.

Padrone di casa del famoso ristorante laziale è il noto chef Pascucci. Partendo diverso tempo fa dall’albergo di famiglia lo trasformò con impegno e tanta fatica in uno spazio gourmet oggi meta di tantissimi cultori del buon pesce.

Lo chef Pascucci ha una missione ben precisa: esaltare quella che lui stesso definisce la “periferia iodata”. Lo iodio è indubbiamente quello del mare del litorale laziale, la principale fonte di ispirazione culinaria dello chef. Ogni piatto del “Pascucci al Porticciolo” è un’esaltazione delle risorse locali rivisitate in maniera sorprendente e creativa, ma al tempo stesso senza mai snaturarle.

Noi di Frantoio Muraglia non possiamo che essere in piena sintonia con l’etica del lavoro dello chef Pascucci. Il pescato locale diventa un modo per esaltare il proprio mare ed il proprio territorio al di fuori dei confini grazie al passaporto della creatività. Così come per noi l’olio extravergine d’oliva è l’espressione della nostra amata Puglia: un gioiello di “oro verde” da far conoscere nelle sue mille forme di sapore anche oltre la dimensione locale.

Tutta la genialità dello chef Pascucci è racchiusa nel piatto “fusilli al nero in un mare di plastica”. La seppia, elemento principe della portata, viene esaltata in ogni suo aspetto. In un mondo sempre più tentato dallo spreco, lo chef laziale non butta via nulla. Anche le ali e i tentacoli della seppia apparentemente inservibili, vengono rosolate in padella e affogati in un brodo profumato al pepe rosa, all’anice stellato e al cardamomo che verrà poi utilizzato per la cottura della pasta. Dal piatto salirà verso l’alto un profumo di sapori indescrivibili.

I piatti speciali possono non solo deliziare il palato, ma essere anche veicoli di messaggi prorompenti. “Mare di plastica” non è solo una denominazione ad effetto, ma un elemento realmente presente nella portata. Infatti, lo chef ha inserito un obulato, ovvero una carta di fecola commestibile che ricorda appunto la forma di un sacchetto di plastica.

La presenza di un obulato non è una semplice stranezza, ma un invito rivolto all’uomo affinché impari a convivere con la plastica senza invadere la bellezza dei nostri fondali. I fusilli in un mare di plastica non parlano solo di sapori, ma raccontano una storia. Una di quelle tante storie che anche noi del Frantoio Muraglia amiamo raccontare attraverso il nostro olio extravergine di oliva.